sabato 10 dicembre 2016

Natale

Già tempo fa mi produssi su Babbo Natale ma nel frattempo ho approfondito la questione e quindi mi produco nuovamente.
Non si tratta tanto della "magia del Natale" qui la faccenda è molto seria e va ben oltre la questione se ci sia altro oltre il visibile, qui c'è tutta la vita, la Terra, l'Universo, per come si manifestano intorno a noi. Mi spiego...
Ogni mese, per una notte, la Luna non è visibile (Luna nuova) e giorno dopo giorno la parte luminosa cresce fino a diventare piena, poi ricomincia a ridursi fino a riscomparire nel buio. Ogni anno le giornate diventano sempre più lunghe fino al Solstizio d'Estate, poi cominciano ad accorciarsi fino a quello d'Inverno. Caldo e freddo, crescita e attesa arrivano nel momento in cui devono arrivare (effetto serra a parte).
L'osservazione di questi eventi naturali fa parte della storia dell'umanità fin dai tempi più antichi e il primo calendario è stato costruito su un osso di Mammut per calcolare le lunazioni che compongono una gravidanza. I festeggiamenti dei popoli di tutto il pianeta (ripeto TUTTO, indipendentemente da religione, periodo della storia umana, ecc.) sono stati legati ai passaggi di stagione. La festa del Natale è stata spostata al 25 dicembre in tempi relativamente recenti perché i festeggiamenti per il Solstizio continuavano nonostante gli anatemi della Chiesa e tutte le feste principali  legate a solstizi ed equinozi sono state abbinate alle più importanti feste cristiane.
Ora, che si sia credenti o meno qualche domanda io me la sono posta... lì per lì mi sono risposta che se da sempre (ma proprio da sempre) l'umanità festeggia questi momenti a qualcosa servirà, e per un po' l'ho chiusa lì. Poi sono andata a studiarmi i collegamenti fra le feste (e le caratteristiche dei santi festeggiati in corrispondenza) e le attività agricole a pastorali e quella sì che è una goduria! Uno di quelli che mi sono piaciuti di più è San Martino che dona metà della sua cappa all'ignudo. Andando a guardare le attività agricole si scopre che in quel periodo sono appena stati seminati i cereali che vengono buttati sul terreno preparato, mica messi sotto terra uno per uno... Quindi 'sto povero seme se ne sta lì ad aspettare di sprofondare ed essere coperto e protetto da uccelli, animali, ghiaccio e quant'altro. La contadina che può fare? Poco, però può pregare un santo che ha coperto un ignudo, come è il suo seme nel campo! Beh, anche solo per raccontare questa storia vale la pena andarsi a studiare le storie delle feste.
Ma mettiamo che la pargola non è interessata alle storia rurali (e già mi sembra strano) però ha una passione per gli astri. Bene, avvicinandosi al solstizio le si può far disegnare giorno per giorno dove va a tramontare il sole e dove andrà nei giorni successivi e le si potrà spiegare perché quelli che credono ci tengono tanto a festeggiare quella giornata, perché si troverà anche lei a dover affrontare il buio, un buio che sembra senza fine. Il sole che rinasce dà gioia e speranza, quello è il senso delle luci che riempiono le case e le strade, e vedere nelle manifestazioni della natura segnali e messaggi che ci riguardano tutte può essere un gran conforto. E poi ci si può mettere di tutto: se il buio faccia veramente paura e a chi, che cosa significa per noi, per me, per te. La morte, la rinascita, l'andare, il ritornare... Insomma guardare come si muove la natura può aiutare di fronte a molte domande scomode e le feste comandate ci aiutano a ricordarci che è quello il momento di guardare, il momento di pensare, il momento di parlare.
Volendo esagerare si può poi alzare davvero lo sguardo alle stelle e vedere quali costellazioni caratterizzano le diverse stagioni e quale significato i nostri antenati hanno dato a quei passaggi, vedere via via quali pianeti nei nostri cieli notte dopo notte, d'estate e d'inverno e quali stelle li guardano passare. Vogliamo parlare di sincronicità? Che a parte tutto Sting era già un figaccione all'epoca e ora non scherza e magari risentircelo (e riguardarcelo) ci fa anche piacere? Lo dice anche il Maestro Shifu che il caso non esiste... E noi vogliamo far finta di nulla?
Che il Babbo Natale della Coca Cola non ci piaccia è comprensibile, ma San Nicola (protettore delle ragazze e dei marinai...) fa le scarpe anche a Sting, per non parlare di Odino, con o senza occhio. Ciò che ci vediamo intorno è ciò che è rimasto di tradizioni antichissime e affascinanti che possono essere occasione per un viaggio o per il sogno di un viaggio e quando il sogno magari si realizza aiutare a capire i popoli che si visitano perché noi siamo le storie che ci raccontiamo e perdere il racconto vuol dire perdere spessore, curiosità, senso e anche rispetto del nostro stare su un pianeta in viaggio fra le stelle.
Un ultimo inciso: non ho trattato nemmeno da lontano la questione del "Natale in famiglia" che sembra l'unico motivo per cui tant* ancora amano il Natale. Non vorrei che ci rimaneste male se vi dico che il Natale in famiglia è una invenzione molto recente, fino all'inizio del 1900 nessuno festeggiava il Natale in famiglia ma tutti lo festeggiavano nelle piazze intorno ad un grande fuoco che tutti avevano partecipato ad allestire. La famiglia era il paese, intorno a quel fuoco si rinsaldavano legami, ci si ritrovava, si dimenticavano inimicizie e litigi e i regali erano superflui. La schiavitù del salario che ha trascinato le persone in città le ha costrette in luoghi ristretti perché gli assembramenti all'aperto erano considerati pericolosi per l'ordine pubblico (avrebbero potuto ricordarsi se prima erano più poveri ma più felici). Soli, senza il calore della comunità, i cittadini si ritrovavano a guardarsi in faccia l'un l'altro e a ridurre la festa al solo cibo e ai regali, insomma a ciò che si poteva comprare. Sì, lo so che non era tutto rose e fiori nemmeno nella comunità, ma so anche che per moltissimi (e soprattutto per moltissime) quel passaggio non è stata una scelta volontaria e che moltissime e moltissimi sono morti per difendere il loro diritto a mantenere una libertà che in campagna (e soprattutto sulle montagne) aveva una sua storia, mentre in città si finiva per perdere.
Weber disse: "L'aria della città rende liberi" e l'ho capito così chiaramente quando da una cittadina di provincia mi sono trasferita in una città un minimo più grande, però ho cominciato a capire già da un po' che l'aria della montagna rende ancora più liberi, ma questa è un'altra storia...

giovedì 15 ottobre 2015

CLITORIDE!!!

Sì, un po' di cose le sapevo ma molte altre no e ritrovarle tutte così ben elencate mi è piaciuto un sacco. L'articolo originale si trova qui http://drshellypersad.com/7-interesting-clitoris-facts/ tratto dal blog della Dottoressa Shelly Persad, fondatrice della Medicina Orgasmica. L'ho tradotto volentieri e lo riporto di seguito con tanto di immagini che sono importanti quanto il resto. Buona lettura e condividete, parlatene con le amiche, mi sembrano tutte ottime notizie!

La clitoride è l'organo sessuale femminile che ha uno scopo e uno solo...

IL PIACERE!

 Eppure è la parte del corpo femminile più ignorata!
Sapevi che il 29% delle ragazze che frequentano le superiori non sono in grado di individuare la clitoride in un diagramma anatomico? (a differenza di solo il 25% delle loro controparti maschili!)

Riesci ad immaginare studenti delle superiori che non sono in grado di individuare il pene in un diagramma anatomico? Inaudito...

Il 70-80% delle donne raggiunge l'orgasmo solo attraverso la stimolazione della clitoride, quindi, senza questo organo di piacere per le donne sarebbe quasi impossibile raggiungere l'orgasmo.

Quindi seguitemi, datemi una mano nel dare il benvenuto a questi 7 fatti interessanti che potresti non conoscere riguardo all'organo che fa roteare all'indietro gli occhi delle donne:

  1. La clitoride è davvero un pene!
    La clitoride si forma dallo stesso tessuto embrionale del pene. Attraverso la fase di sviluppo (circa 12 settimane) i genitali decidono se diventare o meno un pene a seconda del corredo cromosomico. Le sue componenti sono anch'esse simili a quelle del pene... ha un glande, un tessuto che la ricopre (anche detta l'uncino), tessuto erettile e un sottile condotto.
  2. Solo ¼ della clitoride è visibile!
    La clitoride è molto più grande di quanto pensi. Sai che si estende fino quasi a 13 centimetri dentro il corpo e lungo le labbra (la più grande clitoride mai misurata era lunga 30,5 cm. In totale! Wow!)
    Le propaggini della clitoride si estendono in basso e indietro nel corpo a forcella. Ci sono molte zone erogene lungo le propaggini della clitoride che possono essere estremamente erotiche per le donne. La maggior parte delle persone focalizza l'attenzione sulla testa della clitoride e non considera il canale clitorideo, la spugna uretrale, i bulbi vestibulari, il glande e le propaggini.

  3. La clitoride va in erezione!
    La clitoride ha tessuto erettile proprio come il pene. Durante l'erezione, si gonfia e cresce in volume a causa del sangue che affluisce nei tessuti. Mentre si gonfia, viene esposta ad ancora più terminazioni nervose che la rendono ancora più sensibile. La misura della crescita della clitoride varia da donna a donna.
  4. E' la parte più sensibile del corpo!
    La clitoride contiene 8.000 terminazioni nervose, circa il doppio del pene, e può arrivare a coinvolgere fino a 15.000 altre terminazioni nervose circostanti dando alla donna circa quattro volte la quantità di sensori ricettore dell'uomo. Eppure le donne più degli uomini si sforzano per riuscire a raggiungere l'orgasmo... hmmm?
  5. Se non la usi, la perdi!
    Se la clitoride non viene usata, si ritira all'interno del corpo e l'uncino si chiuderà su se stesso dando luogo a ciò che si definisce atrofia clitoridea. Come ogni altro tessuto nel corpo, il clitoride ha bisogno di flusso di sangue per mantenersi felice e in salute. Quindi qualunque cosa tu faccia – dai alla tua clitoride un po' di amore almeno qualche volta a settimana.
  6. Cresce!
    Il cambiamento ormonale porta la clitoride a crescere nel corso della vita della donna. L'inizio della pubertà si avvia con un aumento nella misura della clitoride. Alla fine della pubertà sarà aumentato di più di una volta e mezzo. Al momento in cui una donna ha 32 anni, il clitoride sarà ancora aumentato di 4 volte rispetto alla sua misura all'inizio della pubertà. Dopo il climaterio, la clitoride crescerà ancora fino ad arrivare ad essere 7 volte più grande di come era alla nascita. Ma non ti preoccupare, questa crescita quasi non si nota.
    Comunque, le donne che hanno assunto steroidi anabolizzanti vedono crescere le loro clitoride fino a sembrare dei piccoli peni.
  7. Non invecchia MAI!
    E' proprio così – la tua clitoride non invecchia MAI, indipendentemente dalle rughe che porta. Una volta che raggiunge la maturità mantiene la sua capacità di dare piacere. Ciò significa che sarai in grado di avere gli stessi pazzeschi orgasmi a 90 anni come quando eri un'adolescente.

Conosci ogni parte del tuo corpo di donna... esaminali... esplorali... adorali!

Non c'è nulla di sporco o sbagliato o vergognoso nell'amare i tuoi genitali!

Quindi se ti senti in colpa mentre imbocchi la via del piacere, NON SENTIRTI IN COLPA... il tuo corpo è stato progettato con in mente il piacere.

Con amore orgasmico,

Dr. Shelly

giovedì 10 settembre 2015

Belle sorprese

Ricevo da un'amica un sms: "Grazie!" con un sacco di cuoricini. Dev'essere la settimana... mi è successa una cosa analoga anche domenica ma dal vivo con tanto di abbraccio. Comunque chiedo: "Che ho combinato stavolta?". Risposta: "Indovina".
Non ero sveglissima, ci ho messo un po' e poi ho capito, la mia amica ha una figlia boccio, il sangue è arrivato e la mamma era pronta con la scatola come erano pronti anche babbo e fratello, una meraviglia!
Ma la cosa più bella era che lei, la mia amica, si sentiva a suo agio e lo stesso la ragazza: ne avevano parlato prima, nessuna brutta sorpresa ma la bella sensazione di assistere allo sbocciare di un corpo che può dare la vita, di una mente e di un cuore pronti ad accogliere il proprio modo di essere, la ciclicità della propria esperienza di ogni mese e non solo.
Ne avevamo parlato mesi fa, con la mamma, quando mi aveva chiesto consiglio su come avvicinarsi a quel momento. Io avevo sfoderato la mia lista di libri ma lei aveva bisogno di altro, di potermi fare domande quando le passavano per la testa e soprattutto di qualcosa da "fare", di oggetti che parlassero per lei, di un essere donna orgoglioso e sano, in modo da poter lasciare tutto il resto agli abbracci. E così le ho proposto la scatola.
L'idea di mettere tutto in una scatola è di Nike (https://stanzaterraeacqua.wordpress.com/2014/07/12/la-scatola-rossa/) o meglio di DeAnna (http://www.deannalam.com) ma ognuna la fa sua, io ci ho aggiunto un po' di cose che poi la mia amica ha bellamente ignorato mettendoci quello che le pareva, giustamente.

In quella che ho regalato io alla mia piccina grande quando il suo corpo ha deciso che era diventata proprio grande c'era:
- una candela rossa (sferica) per illuminare il cammino e i momenti bui;
- un braccialetto per segnalare che non è aria;
- il libro "Da Fanciulla a Donna" di DeAnna L'Am per le domande difficili;
- un altro libro che non rivelerò MAI perché le donne davvero libere sono streghe e bisogna che se ne faccia una ragione;
- una coppetta mestruale ROSA per quando vorrà nascondere il sangue o raccoglierlo;
- un kit di assorbenti lavabili coloratissimi per non lasciare scomode eredità;
- uno specchietto (lo volevo a forma di cuore ma non l'ho trovato...) per conoscersi davvero;
- una coperta (o meglio una trapunta) con disposti sette grossi bottoni dorati che riproducono la costellazione delle Pleiadi, le sette sorelle, a ricordarle il valore della sorellanza.

Lei, che di mestruazioni non ne poteva più di sentir parlare, ha guardato la scatola e il suo contenuto con sufficienza. A cena, mentre festeggiavamo con le (mie) amiche (perché alle sue non l'ha voluto dire se non mesi dopo) e loro guardavano con allegria (e invidia) il contenuto della scatola, Lei si divertiva un sacco ma la trattava (la scatola) come l'ennesima dimostrazione del mio essere eccentrica. Poi però ad uno ad uno i pezzi sono spariti dalla scatola (quasi tutti, ma io non ho fretta) e, in un modo che non è dato sapere, sono diventati parte della sua quotidianità.

Buon divertimento.

mercoledì 12 agosto 2015

Qualcosa si muove

Il tema mestruazioni è un tabù, si sa, per tutt*, donne comprese. Ma qualcosa si muove se il Guardian pubblica una meraviglia come quella che segue. Non ho notizie di cosa sia successo negli USA ma mi informerò. Intanto godetevi questo tradotto da me medesima. L'articolo originale è qui http://www.theguardian.com/lifeandstyle/2015/aug/10/menstruation-revolution-donald-trump-periods-stigma. Consiglio vivamente di visitare la pagina, anche solo per le immagini!
I link nel testo sono quelli originali quindi molti rimandano ad altri articoli del Guardian, ma non tutti :-)

Buona lettura!

Rivoluzione mestruale: ‘A Donald Trump piacerà un sacco’

Una maratoneta che corre senza assorbente, una rivista che valorizza le mestruazioni e la campagna #JustATampon: le donne si ribellano al dovere di essere discrete. E’ il momento (del mese) di rifiutare lo stigma e cambiare il modo con cui parliamo delle mestruazioni.

Di Chitra Ramaswamy - The Guardian
Lunedì 10 Agosto

Le mestruazioni sono una grana in tanti modi. Intanto si sanguina, poi ci sono i crampi, il seno dolente, la pancia gonfia, gli sbalzi ormonali, i capogiri, i mal di testa e il peso di sganciare almeno qualche sterlina ogni mese in prodotti sanitari tassati come se fossero un lusso e non un diritto umano essenziale.
Poi c’è lo stigma, che secondo alcune è la parte peggiore. Comincia con il linguaggio: gli assorbenti discreti, le ali invisibili, i salvaslip freschissimi. Continua con la vergogna, il cui simbolo è il flusso di liquido blu che sembra filtrare dalle nostre profumate vagine. E l’idea – che abbiamo in testa da così tanto tempo da aver dimenticato quanto sia pericolosa – che il processo di lasciar andare una volta al mese il rivestimento del nostro utero ci renda instabili, cattive, sporche.
Ora Donald Trump (imprenditore, politico e personaggio televisivo statunitense n.d.t.) è l’autore dell’ultima uscita denigratoria sulle mestruazioni. La settimana scorsa il magnate immobiliare e capoclassifica dei Repubblicani, è stato messo in difficoltà dalla conduttrice di Fox News Megyn Kelly durante il primo dibattito TV sulla corsa alla presidenza. La sua risposta? Insinuare in una intervista alla CNN che Kelly in quel momento aveva le mestruazioni. “Potevi vedere il sangue uscirle dagli occhi”, ha detto. “Il sangue le usciva da qualunque parte.” Da quel momento Trump ha continuato a dichiarare che non voleva intendere che Kelly avesse le mestruazioni (sostiene che si riferiva al naso) a che chiunque sostenga il contrario è abnormale – il che, si potrebbe dire, non fa che aggiungere vergogna alla vergogna. Il top è aver chiamato la vagina “qualunque parte”. Comunque, su questo, potremmo star qui tutto il giorno… la risposta, quantomeno, è stata insolitamente forte ed orgogliosa per un argomento solitamente oscurato dalla pubblicità che mostra donne che ridono mentre saltano verso le stelle in jeans bianchi e attillatissimi: un hashtag su Twitter - #PeriodsAreNotAnInsult (le mestruazioni non sono un insulto) – ha contraddistinto i tweet destinati a spiegare a Trump i dettagli del flusso mensile individuale, e un battuta lanciata magistralmente su Buzzfeed che dice: “le 17 volte che Donald Trump aveva sicuramente le mestruazioni.”
Il punto è che parlare di mestruazioni, descriverle e forse anche pensarci, viene ancora percepito nella migliore delle ipotesi come eccentrico e nella peggiore disgustoso. “Are You There God? It’s Me, Margaret” il classico di Judy Blume che descrive una dodicenne alle prese con la pubertà, resta fra i pochi libri in cui viene descritta una ragazza che affronta il menarca ed è stato pubblicato nel 1970. Viviamo in un mondo in cui viene considerato un atto radicale il fatto che una donna corra la Maratona di Londra mentre ha le mestruazioni e non ha il tampone (“freebleeding”), come ha fatto recentemente la musicista Kiran Gandhi. E in effetti lo è, se consideriamo che è lo stesso mondo in cui solo il 12% delle ragazze hanno accesso a prodotti sanitari sicuri e di buona qualità.
“Ciò che sembra essere completamente oscurato è che l’accesso delle donne povere alla salute mestruale è una parte enorme della discriminazione contro le ragazze e le donne”, dice Lucy Russel, manager della campagna in Gran Bretagna per i diritti delle ragazze il cui movimento #justATampon invita le persone in tutto il mondo a postare selfies con tamponi. “In Africa, una ragazza ogni dieci non va a scuola quando ha le mestruazioni per la mancanza di informazioni e sostegno adeguato.  L’effetto allargato dello stigma è enorme. Non è solo una piccola questione privata.”
“Le mestruazioni non solo sono avvolte nella vergona,” dice Soofiva Andry, la graphic designer ventitreenne che ha fondato Bloddy Hell, una rivista che diffonde storie di donne e arte relativa alle mestruazioni oltre a distintivi con vagine sanguinanti e pantaloni mestruali dipinti a mano per chi vuole investire nell’idea. “Sono anche usate per sommergere le donne nella vergogna e cancellarle.” Bloddy Hell, che ha raccolto finora 1.191 sterline – più del doppio dell’obiettivo iniziale – uscirà in Ottobre e Andry sente un cambiamento nell’aria, non tanto nel modo di porsi da parte delle persone riguardo al mestruare delle donne, quanto al modo in cui se ne parla. “Penso sia più sentita l’urgenza di condividere le storie,” dice. “Dovrei mandarne una copia a Donald Trump. Gli piacerà un sacco e potrebbe anche imparare qualcosa.”
Eppure le donne vengono ancora zittite quando parlano delle loro mestruazioni. A Marzo, quando l’artista Rupi Kaur ha postato un’immagine di se stessa nel letto, completamente vestita, con una piccola macchia di sangue mestruale sul pigiama ed una macchia rossa sulle lenzuola  della dimensione di una moneta– sostanzialmente una scena che dà il benvenuto nel periodo mestruale a molte donne una volta al mese quando si svegliano, alzano il piumone e capiscono che si comincia – è stata censurata da Instagram (e successivamente riammessa dopo la diffusione della notizia da parte di Kaur). E in Gennaio, la tennista britannica Heather Watson scosse il mondo quando disse pubblicamente che il fatto di essere uscita al primo round degli Open d’Australia era stata “una di quelle cose da donne”. Come a dire: aveva le mestruazioni e si sentiva uno schifo.
Le mestruazioni possono davvero farti star male e mettendo sotto silenzio l’argomento abbiamo smesso di parlare delle conseguenze. Correre la London Marathon durante le mestruazioni è più duro che farlo in altri momenti, che tu abbia un qualunque tipo di assorbente o meno – anche se le donne non dovrebbero essere discriminate per questo. Ma forse dovremmo essere in grado di riconoscerlo, sia che questo significhi aumentare il numero di stop per andare il bagno per le tenniste, o qualunque forma di maggiore attenzione ai cicli mensili. Secondo organizzazioni come Women in Sport, questo è il motivo per cui le mestruazioni rimangono l’ultimo tabù nello sport. “E’ importante che il mondo dello sport sia sensibile all’impatto del ciclo mestruale, ma che dia anche il messaggio che le mestruazioni non sono una barriera alla pratica sportiva,” dice Ruth Holdaway, la presidentessa. “Ciò di cui abbiamo bisogno è di un’apertura all’argomento.”
Secondo Tiff Stevenson – un’attrice il cui ultimo show Mad Man è nell’Edinburgh Fringe e propone una scenetta sulla sua “vagina house” e tutto ciò che ci succede dentro – l’argomento delle mestruazioni si sta lentamente infiltrando nella commedia femminile. “Una volta ce n’era un sacco: parlano solo di mestruazioni”, dice. “Penso che ci sia stato un ritorno negli ultimi anni e mi sembra giusto. Fino ad un anno fa non conoscevo una sola donna che parlasse di mestruazioni nei suoi spettacoli. Ora stiamo tutte tornando a quei materiali.” Cosa ha provocato il cambiamento? “Penso che collettivamente ci siamo accorte di qualcosa: perché siamo state coperte di vergogna e portate al silenzio?” risponde. “Perché ci è stato detto che non possiamo parlare di una cosa che ci succede tutti i mesi?”

domenica 12 luglio 2015

Tenda Rossa nascente

"Se per caso o per volontà si apre un varco, é il tempo di compiere il passaggio che avremmo già dovuto compiere da anni. Non va rimandato sempre a poi quello che possiamo fare in questo momento. É l'ora dell'immediatezza della donna selvaggia. Primo cerchio delle donne nella tenda rossa, un semplice e leggero incontro di grandi energie."

E' cominciato quasi per scherzo. Ho pubblicato in un gruppo su Facebook che sarei stata a Bari per il Sentiero Femminile e Angelica mi ha risposto in un commento: perché non vieni una sera anche a Matera? E io ho risposto: perché no?

Sulla data non c'era molto da scegliere, ero in viaggio con diverse tappe già fissate quindi si trattava di decidere il luogo e cosa fare.

Un unico punto fermo, come lo è per la Tenda Rossa nel Valdarno: mi va bene fare un minimo di guida sui tempi, dare informazioni generali, creare uno spazio protetto, mantenerlo e lasciarlo andare, ma mi interessa essere parte di un cerchio, non guidare una fila.

E così Angelica dopo aver creato l'evento ha aperto una chat di gruppo su FB chiamata "sorellanza" e ha cominciato ad aggiungere le donne che pensava potessero essere interessate. Alla chat è stata affiancata una mailing list ed è iniziata la meraviglia.
Ci siamo date appuntamento due volte per definire meglio quali fossero i desideri, le visioni e le preferenze di ognuna e poi abbiamo mandato sulla maling list il racconto per chi non c'era, per chiarire i punti difficili e per ricordare.

Abbiamo parlato dei tempi, dei colori, del luogo, dei profumi, abbiamo trovato un modo magico di dividerci parole altrettanto magiche che aiutassero ognuna a definire il proprio spazio e il senso di esserci e di prendersi la responsabilità della propria esperienza e di quella delle altre.
Nei giorni in cui mi avvicinavo mi piaceva ritrovare ogni giorno un pensiero, una battuta, una richiesta di aiuto da parte di quelle donne che ancora non avevo mai visto e che però già si sentivano vicine fra di loro e a me.

Appena arrivate il luogo ci ha accolto in un prato coperto di origano fiorito.


Abbiamo assistito ad un meraviglioso tramonto e poi  ad illuminarci sono state solo la luce delle candele, della Luna, delle Stelle e dei Pianeti.
Venere e Giove nella loro danza ci hanno salutate, la Luna non ha mancato di dare ritmo e profondità alle emozioni e ai loro modi di manifestarsi.

Il mio viaggio continua e anche quello della Tenda Rossa di Matera o come quel cerchio vorrà chiamarsi.
Mi piace essere ancora nella chat, mi piace che sia ancora viva l'emozione, mi piace che non ci siano dubbi sul fatto che questa è una strada importante ma è anche un luogo per fermarsi, ogni giorno, e trovare un abbraccio, condivisione e ciclicità. Insomma trovare sorellanza.

Io sono qui e non vedo l'ora di andare a seminare Tende Rosse dovunque ci siano donne che hanno voglia di ritrovare questo senso di profonda connessione senza bisogno di un guru, di una sciamana, di una sacerdotessa che le guidi, ma confidando nel proprio sentire, nel proprio intuito, nel proprio essere capaci di vedere in sé e nelle altre ciò che è autentico.

Tara voleva l'illuminazione ma tutti i maestri a cui si rivolgeva le dicevano: aspetta di reincarnarti maschio, da donna non puoi.
Alla fine, stanca di quelle risposte, decise: troverò da sola l'illuminazione!
E così fece.

giovedì 14 maggio 2015

Torno sul Sentiero Femminile

Stavolta vado alle radici, torno in Puglia per vari motivi e, come mi piace fare in ogni vero viaggio, lascio semi, risate e lacrime e mi porto a casa sorrisi, sguardi, parole magiche e caldi abbracci.

Alla Terra dei miei Avi offro una giornata in cui accompagnare per mano le donne verso la celebrazione del loro essere femminile profondo, della loro natura ciclica; l'avvio di un contatto, e magari anche di un dialogo, con il loro grembo come fonte di salute e consapevolezza.

Come ho già scritto in questo blog, diverso volte mi sono chiesta se fosse il caso di mettermi in gioco, di coinvolgere altre donne. Ogni volta ricordo il momento in cui DeAnna L'Am mi ha consegnato con un sorriso irresistibile l'opportunità, e anche l'orgoglio, di far ritrovare ad ogni donna lo spazio sacro nel loro cuore e nel loro grembo.

Il prossimo appuntamento è per il fine settimana 27-28 Giugno a Cassano delle Murge (BA).
Non vedo l'ora!
Evento FB https://www.facebook.com/events/767217156729669/

COSA: Il lavoro vero e proprio si svolgerà nella giornata di domenica 28 dalle ore 9 alle ore 17. Consiglio però di arrivare sul posto già la sera prima perché la forza dell'esperienza risiede molto anche nella capacità del cerchio di accogliere ogni donna in sorellanza e passare una serata insieme aiuta a "scaldare" i cuori.
Troveremo sul posto gli ingredienti per una cena da preparare insieme quindi è consigliabile arrivare fra le 18 e le 19. Chi vorrà potrà poi restare a dormire arraggiandosi in sacco a pelo. 

QUANTO: la quota di partecipazione è di Euro 36,00 a testa (Euro 30,00 per chi prenota e paga un anticipo entro il 15 Giugno 2015). La partecipazione alla serata e la permanenza per la notte non hanno costi aggiuntivi se non quelli degli ingredienti della cena. Il numero massimo di partecipanti è 13.

CHI: conduce Annalisa De Luca: da decenni impegnata nello studio e divulgazione di stili di vita sostenibili (è autrice di Facciamo il Pane – Manuale pratico per imparare a fare il pane con il lievito naturale - Terra Nuova Edizioni), da qualche anno sta approfondendo i temi del rapporto di ogni donna (a partire da sé e dalla testimonianza verso le proprie figlie) con il proprio corpo, la propria storia e con il respiro della Terra. In quest’ambito ha ottenuto il riconoscimento di Red Tent Activator nell’ambito del percorso formativo Red Moon di DeAnna L’Am.

Benvenuta, ti stavo aspettando.

INFO: info at circuitocorto.org tel. 3316335186 (Annalisa) - 3484182840 (Isa)

"Quanto sarebbe stato diverso per te se nel tuo primo giorno mestruale tua madre t’avesse donato un mazzo di fiori e t’avesse invitata a pranzo; se poi insieme aveste incontrato tuo padre dal gioielliere, dove t’avrebbero forato i lobi e tuo padre t’avrebbe donato il primo paio di orecchini; e se insieme con un paio di amiche, tue e di tua madre, avessi acquistato il primo rossetto; e infine, se tu fossi entrata, per la prima volta, nella Casa delle donne per imparare la saggezza delle donne? Quanto sarebbe stata diversa la tua vita?"
Judith Duerk: Circle of Stones 

domenica 12 aprile 2015

L'ultima mezzanotte

STREGA - canzone finale della Strega in INTO THE WOODS

qui il testo in inglese cantato da Meryl Streep https://www.youtube.com/watch?v=lFRTlSp7SGQ
qui anche il video dell'ultima parte https://www.youtube.com/watch?v=aasECsxrSzQ

Shhhhhhh!
E' l'ultima mezzanotte.
E' l'ultimo desiderio.
E' l'ultima mezzanotte.
Presto ci sarà il BUM--SQUISH!
Hai detto una  piccola bugia,
hai rubato un po' d'oro,
hai infranto una piccola promessa,
non è vero?
Dovevi conquistare il tuo principe,
dovevi avere la tua mucca,
dovevi realizzare il tuo desiderio,
non importa come--
e comunque non importa ora.

E' l'ultima mezzanotte,
è il BUM --- SPLAT!
Nient'altro che una vasta mezzanotte,
tutti schiacciati al suolo!
Niente che possiamo fare---
non esattamente: possiamo sempre darle il ragazzo.

No?
Certo che no, ciò che conta veramente è la colpa,
qualcuno a cui dare la colpa,
bene, se è questo che vi fa sentire meglio,
dare la colpa,
se questo è lo scopo,
date a me la colpa---
datemi il ragazzo.


No?
Sei così carina.
Non sei buona,
non sei cattiva,
sei solo carina.
Io non sono buona,
non sono carina,
ho solo ragione.
Io sono la STREGA,
Voi siete il mondo.
Io sono l'intoppo,
io sono ciò che non si crede,
io sono la strega.
Voi siete tutti bugiardi e ladri,
come suo padre,
come sarà anche suo figlio --
Oh, ma perché preoccuparsi?
Farete semplicemente ciò che fate di solito.
E' l'ultima mezzanotte,
quindi addio a tutti.
Vengo da te, mezzanotte---
Presto vedrete il cielo cadere.

Ecco, volete un fagiolo?
A voi un altro fagiolo.
I fagioli sono stati creati per rendervi ricchi!
Ecco, ne volete ancora?
Ascoltate il ruggito:
giganti in arrivo--!
Oh, vabbè, potete dare la colpa a un'altra strega.
E' l'ultima mezzanotte,
è l'ultimo verso.
Ora prima che la Mezzanotte sia passata,
vi lascio la mia ultima maledizione:
vi lascio soli.
Potete prendervi il giardino, è vostro.
Separati e soli,
tutti a quattro zampe.
Bene, Madre, quando?
Ho perso di nuovo i fagioli!
Puniscimi come facesti allora!
Dammi gobba ed artigli,
ma portami via da questa congrega
e dalla tristezza, e dalla destino e dal BUM!